Marzo 2009


Il disegno di legge sul testamento biologico è passato ieri al senato con i voti della maggioranza e di due senatori del pd.

Come ci ricorda Adriano Sofri su la Repubblica si tratta in sostanza di un sequestro di Stato, nel senso che gli italiani con questa legge perdono la possibilità di disporre in qualsiasi modo del proprio corpo, anche agonizzante.

E’ una legge immorale, non compassionevole (nel senso più alto di questo termine), che impone a tutti gli italiani un’etica e una morale di Stato, senza alcun riguardo per le libertà. le sensibilità e le coscienze dei singoli esseri umani.

Dispiace che anche ieri, in una giornata in cui era evidente che nessuna mediazione di merito e politica sarebbe stata possibile, nonostante le ferma posizione della Capogruppo Anna Finocchiaro e del Segretario del pd Dario Franceschini, alcuni senatori e deputati democratici come Dorina Bianchi e Paola Binetti abbiano trovato il modo di farsi notare per incapacità ed incompetenza e, per ciò che riguarda la Binetti, per quella arroganza intellettuale, culturale ed umana che è caratteristica precipua di ogni integralismo.

Ecco Silvio Schizzo Berlusconi mentre gioca nel suo giardino Italia con il trenino Freccia Rossa appena regalatogli.

Berlusconi: «Contro la crisi gli italiani si impegnino e lavorino di più»

E per gli italiani che stanno affrontando una crisi drammatica e per i molti che stanno perdendo il lavoro ? Per loro una frase sbrigativa, impegnato come era ad intrattenersi con il nuovo giocattolo. “Chi è stato licenziato si trovi qualcosa da fare“, ha detto Schizzo Berlusconi e con gioia immensa ha ripreso a giocare.

La scorsa settimana mi è capitato di partecipare ad una giornata di Manifutura, la kermesse di quattro giorni su economia, innovazione ed industria organizzata dal Nens di Pier Luigi Bersani e Vincenzo Visco a Pisa. Una gran cosa, interessante e densa di contenuti e proposte reali. Con un Bersani in gran forma, che alla chiusura dei lavori ha rilasciato questa ottima intervista a l’Unità.

Dopo i Baustelle, visto che oggi mi sento di dare spazio alla mia vena musicale, ascoltate questa bellissima versione dei Marlene Kuntz della fantastica Impressioni di settembre (1971, Premiata Forneria Marconi).

Marlene Kuntz

Li avevo ascoltati per caso alcuni anni fa. Altrettanto per caso mi sono imbattuto nei giorni scorsi nell’anteprima del video della bella Piangi Roma, cantata con Valeria Golino e parte della colonna sonora di Giulia non esce la sera, con la stessa Golino e Valerio Mastrandrea. Ecco allora La guerra è finita: l’avrò ascoltata 15 volte negli ultimi tre giorni. Non è certo una nuova canzone e nemmeno i Baustelle sono un nuovissimo gruppo della musica italiana. Ma chi se ne frega. La guerra è finita è splendida.

Live allo Sherwood Festival 2008

L’8 marzo è la giornata della donna. Anche quest’anno tante sarebbero le cose da dire e tante le cose dette, tutte giuste ed appropriate, ma le trovate un  po’ dappertutto. Ecco allora che vi posto la notizia non proprio politicamente corretta sul come alcune centinaia di donne russe hanno deciso di festeggiare la ricorrenza.

Lo dice Vincenzo Cerami, scrittore ed ex ministro ombra della cultura del PD, in un’intervista sul Corriere di oggi. E si, c’è da dargli ragione, spesso è questo il muro contro il quale si scontra chi si voglia occupare di cultura nel mondo della politica e delle istituzioni.

Tuttavia mi permetto di dissentire. Per il semplice motivo che non ne posso più di intellettuali, scrittori e quant’altro, ministri, ministri ombra, assessori, responsabili di partito fin giù giù all’ultimo dei commentatori, i quali quando si occupano di cultura e di politiche culturali partono tutti dal piagnisteo circa la poca attenzione ed importanza che la politica, le amministrazioni ed i governi “amici” o “nemici” attribuiscono appunto alla materia di cui si occupano: le politiche culturali.

Per ora mi limito solo a dire che ciò che invece mancano sono spesso le idee ed il coraggio di avanzare proposte innovative, che magari potranno entrare in conflitto con lo status quo, ma che sul medio e lungo periodo sarebbero strategiche ed avrebbero certamente successo.

Intanto vi segnalo la prossima uscita del I volume dell’opera in dieci volumi La cultura italiana, edito da Utet e a cura di Luigi Luca Cavalli Sforza. Una parte dell’introduzione al primo volume è pubblicata oggi alle pagine 40 e 41 de la Repubblica.

Italo Calvino diceva che “dove trionfa l’antilingua - l’italiano di chi non sa dire “ho fatto” ma deve dire “ho effettuato” - la lingua viene uccisa.”  Matteo Viale ha raccolto una breve e bella antologia che detta alcune regole per scrivere chiaro.