Novembre 2007
Monthly Archive
Ven 30 Nov 2007
Questa settimana due cose.
La prima. E’ sempre più necessario che chi ricopre cariche istituzionali e pubbliche sappia esercitarle con responsabilità, dando risposte concrete e percorribili ai bisogni. Questo aldilà del credo politico di ciascuno. E ottime notizie ci giungono dal Veneto, dove il Sindaco leghista di Cittadella, seguito da quello di Verona, ha emesso un’ordinanza che impone il salario minimo, l’assistenza sanitaria ed il possedere un’abitazione decente per qualsiasi straniero intenda risiedere nella sua cittadina. Il 25 novembre scorso c’è poi stata una manifestazione di circa 40 Sindaci di centrodestra a sostegno dell’iniziativa. Tutti in fila, con tanto di fascia tricolore listata a lutto, bandiere dei partiti e via alle generose proposte dense di serietà e progettualità. Amato “ebete”, Ferrero “rincoglionito”, passando per uno “Stato che non ha le palle” mentre “Cittadella ha mostrato di avercelo duro” e terminando con un denso programma di governo territoriale con il segno dell’ombrello dell’ex ministro Calderoli ed il sempre elegante europarlamentare Borghezio che saluta tutti con un “a Roma sono tutti delle facce di merda”, dimenticando forse che almeno alcune decine di deputati e senatori appartengono al suo stesso partito. E terminata la passeggiata tutti in osteria a bere un’ombretta e a parlare di riforme costituzionali immagino e poi a casa, in quel Veneto in cui decine di migliaia di stranieri lavorano e vivono regolarmente, in quel Veneto dove molte migliaia di extracomunitari sono divenuti imprenditori, in quel Veneto che anche grazie a tutto ciò cresce in questi ultimi due anni a ritmi vertiginosi e l’Unicredit si appresta ad aprire una filiale a Verona dedicata ai soli extracomunitari. Ma chi se ne frega, direbbe forse Borghezio, qui l’importante è fomentare la paura e quindi l’odio istintivo per tutto ciò che è altro da sé, in particolare verso tutti coloro che non sono italiani. Fregandosene di rispondere concretamente con azioni percorribili al bisogno di maggior sicurezza personale, sociale ed economica che oramai è sentimento diffuso tra la gente. Cittadini che non vanno presi in giro con slogan demagogici e propaganda becera. Perché il problema esiste ed ai problemi, in particolare a questo della convivenza tra persone di cultura e provenienza diversa, bisogna rispondere per davvero perché ne va della nostra tenuta sociale e vorrei dire civile. E allora, per esempio, cominciamo col dire che in Italia è ancora in vigore una legge, la Bossi-Fini, che alimenta la clandestinità (cinque-seicento mila in più negli ultimi cinque anni). Ma questa è propaganda, mi si potrebbe obiettare. Purtroppo no, è un dato di fatto. Come avviene infatti, e concludo, l’entrata di un extracomunitario in Italia oggi? Si entra da clandestini, perché l’entrata regolare è permessa solo a chi ha già un contratto di lavoro in mano, si trova un lavoro in nero in una famiglia o in una impresa e poi, se fortunatamente si è trovato l’accordo con il datore di lavoro, si torna indietro illegalmente, si aspetta il successivo decreto flussi e quindi si torna di nuovo nel Belpaese con il contratto in mano pronti per la regolarizzazione. Il tutto con una miriade di tangenti da pagare al racket dell’immigrazione. Così funziona nella vita reale e tutte le famiglie che hanno bisogno di badanti lo sanno benissimo. E allora, un suggerimento, ci si metta tutti sdraiti, almeno qualche minuto al giorno, per far affluire un po’ di sangue alla testa e far riposare le parti basse. Qualche muscolo sarebbe forse meno indurito, ma la comprensione dei problemi e la loro soluzione sarebbe probabilmente più a portata di mano.
La seconda. Ho sempre guardato a Forza Italia e alla Casa delle Libertà con quel rispetto e attenzione che si deve a formazioni politiche votate da milioni di cittadini. Altri mi pare lo abbiano fatto meno. E’ nato infatti il Grande Partito del Popolo Italiano. Anzi, no: è nato il Partito del Popolo Italiano delle Libertà. Scusate, ma non va bene nemmeno questo. Sono nati, anche ad Imola, i Gruppi di Forza Italia – Verso un Nuovo Partito dei Moderati e dei Liberali. Questo fino a quando via fax o annuncio dal cofano di un’auto l’On. Silvio Berlusconi o i suoi più fedeli vassalli non avranno ancora una volta cambiato idea. Insomma, il format televisivo della soap opera La Casa delle Libertà diminuiva gli ascolti ed il padrone, attento agli umori del pubblico, ha sentenziato: è un ectoplasma, va sostituito. Peccato che ci sia ancora un po’ di confusione sul titolo da dare alla soap, ci si sia dimenticati di avvertire gli agenti del marketing territoriale e gli ascoltatori, di inserire il nuovo programma nei palinsesti dei canali amici e che, soprattutto, tre su quattro degli attori protagonisti abbiano stracciato il contratto. Ma, si sa, l’audience è ballerina.
Buona settimana.
Lun 26 Nov 2007
L’immediatezza e la correttezza con cui il Sindaco e la polizia locale si sono mossi a seguito dell’impennata di furti avvenuti ad Imola in queste ultimissime settimane credo abbiano evitato che anche nella nostra città si allargasse quel senso di insicurezza e paura che, pure in parte ha naturalmente attecchito, ma che in altri territori del belpaese, sia per i crimini efferati avvenuti, sia per le sacche di degrado sociale ed urbano là presenti, è divenuto reale e quotidiano sentire dei cittadini e vera emergenza sociale. Certo ora, dopo gli incontri avvenuti e quelli annunciati con Questore e Prefetto, bisognerà non far passare nemmeno un minuto per far calare nel concreto le diverse idee già scaturite e quelle che verranno per agire in sostanza io penso su quattro fronti: prevenzione, rafforzamento in termini di risorse umane e tecnologiche delle forze di polizia locali e della loro collaborazione, messa in sicurezza tecnologica di alcuni luoghi ed esercizi pubblici ed infine, a mio avviso il più importante anche se spesso scompare dalle priorità, cattura e carcerazione dei colpevoli.
Certo, queste sono le risposte immediate e doverose da dare alla città ed in particolare a chi si è visto colpire nel proprio patrimonio, nella propria libertà personale, nel proprio modo di vivere. E poi c’e invece quell’azione permanente di cura della città e della comunità locale, di aumento delle qualità di vita ed urbana che Imola ha sempre perseguito e che ora richiedono nuove attenzioni e sensibilità in presenza di nuovi bisogni ed anche di nuove emergenze. Senza strumentalizzazioni, senza gridare al lupo nella speranza che qualcuno potrebbe coltivare che poi arrivi davvero. Perché, pemettetemelo, come non accorgersi della stridente contraddizione tra chi nei giorni scorsi sottolineava il degrado della nostra città ed il fatto che contemporaneamente i palazzi, le vie, le piazze ed i ristoranti imolesi fossero attraversati da una miriade di cittadini divertiti ed interessati al Baccanale? Ecco, io credo che il primo patto da riaffermare, insieme alle misure di ordine pubblico da prendere nell’immediato, sia proprio quello tra noi cittadini e tra le istituzioni locali e la città. Quel patto che ci ha portato fin qui, quel patto che ha fatto di noi tutti una comunità locale coesa (il nostro reale valore aggiunto) e che ha sempre messo al centro la qualità e la libertà della vita dei singoli e collettiva.
Perché con, a seconda dei gusti, il “dagli al poliziotto” o il “dagli allo straniero”, il “dagli ai Sindaci” o il “dagli ai politici fannulloni” non si va da nessuna parte. Occorre, credo, un lavoro paziente, quotidiano e concreto sia sul versante dell’ordine pubblico, sia soprattutto su quella che potremmo definire la nostra coscienza civile e civica nazionale. Quella coscienza che pare via via essersi come «addormentata», quando non «impazzita». La guerriglia di due domeniche fa o la studentessa morente ripresa con i telefonini dai compagni di classe ne sono “solamente” la tragica evidenza. C’è una responsabilità individuale che molti non intendono più assumersi. C’è certamente un generale impoverimento del linguaggio, un imbarbarimento progressivo del confronto e dei rapporti, dal mondo della politica e dell’informazione alla tavolata tra amici e alla famiglia. C’è la ricerca continua, in ogni campo, di scorciatoie per “arrivare”. Ci sono anche nuove sacche di degrado, povertà e criminalità portate dall’immigrazione di stranieri. C’è un generale aumento delle nostre paure e del sospetto per tutto ciò che è altro da noi o fuori dal “gruppo” a cui apparteniamo.
Tony Blair diceva che «se non siamo in grado di imparare e di insegnare il valore di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato siamo destinati a essere sommersi dal caos morale». Possiamo partire da qui.
Cominciando con il dire che il non rispetto delle leggi e delle regole non potrà mai in nessun caso essere tollerato, perché erette a difesa della libertà e dell’integrità personale dei singoli. E indicando i valori e principi in cui crediamo, la nostra cultura. Perché la libertà individuale e collettiva, la umana aspirazione al benessere ed alla propria autodeterminazione, la ricerca di eguali opportunità per tutti, il riconoscimento dei meriti e dei talenti, il rispetto degli altri, la capacità di vivere in comunità plurali non sono materie da barattare in un qualsivoglia mercato, ma tratti del nostro essere comunità nazionale. Almeno spero. Buona settimana.
Mer 21 Nov 2007
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Politica
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Questa volta ho come l’impressione che qualcosa non torni nell’operazione mediatica e politica che ha visto in tre giorni l’On. Silvio Berlusconi abbracciare la destra dura e pura di Francesco Storace, annunciare la fondazione di un nuovo Partito del Popolo delle Libertà (sembra di essere nel Sud America di qualche decennio fa), disfare Forza Italia e la Casa delle Libertà, dando poi un calcio nei denti ad AN e UDC nelle persone di Fini e Casini ed infine raccogliere, dice lui, quasi 10 milioni di firme contro il Governo (ma dove era tutta questa gente?; per dire, ad Imola, quelli del banchetto di FI, infreddoliti e disperati dopo non aver parlato con nessuno per ore, hanno chiesto la firma persino a me). Non male per essere la settimana in cui il Governo Prodi doveva esplodere e con esso il centrosinistra. Mi pare invece, ma tornerò prossimamente sull’argomento, che il tutto sia naturalmente in funzione interna al centrodestra e, soprattutto, a rimorchio di un’iniziativa politica che ora è nelle mani in particolare del PD e del suo segretario Valter Veltroni.
Nel frattempo guardatevi questi due filmati, dove si dimostra, ma non ce ne era davevro bisogno, come fosse semplice firmare via internet a favore della petizione di Berlusconi per mandare a casa il Governo Prodi. Talmente semplice che anche firmatari improbabili ed i morti lo hanno potuto fare: da Mago Zurlì a Giuseppe Garibaldi, da Totò Riina a Romano Prodi stesso. But the show must go on . . . . e quindi mi aspetto il Cavaliere al rally di Montecarlo, oppure contro Ercole o Maciste. Insomma, in perenne oscillazione tra il Maggiolino tutto matto ed un super eroe. Naturalmente il tutto home made, fatto in casa. Un po’ come la RAI e Mediaset ai bei tempi passati del suo ultimo governo, quando anche le dirette erano registrate. D’altra parte, vorrai mica dire agli italiani come stanno davvero lecose? Leggete l’eclusiva della Repubblica sugli intrecci RAI e Mediaset ai tempi del centrodestra.
Mer 21 Nov 2007
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Imola ,
Società
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E così Stefano Domenicali, imolese doc, è il nuovo capo della gestione sportiva della Ferrari. A puntino è quindi capitata l’iniziativa pubblica fortemente voluta dal Sindaco Marchignoli per festeggiare la vittoria nell’ultimo campionato di F 1 che si è tenuta nella sala del Consiglio Comunale di Imola lunedì scorso ed alla quale hanno partecipato il Presidente della Regione Vasco Errani e centianaia di imolesi entusiasti. Una bella serata e un Domenicali in grande forma.
Conosco Stefano da 27 anni, da quando ci sedemmo a pochi metri di distanza nei banchi della classe 1°B del Liceo Valeriani e da quando di lì a pochi giorni ci ritrovammo anche a giocare insieme nelle giovanili della Virtus Pallacanestro “comandata” dall’indimenticabile Presidente Augusto Brusa. Da allora ci siamo rivisti naturalmente spesso, in diverse occasioni ufficiali e non. Stefano è una bella persona, che trasmette fiducia e sicurezza. Un ragazzo, anche se gli anni passano per tutti, che ha “sudato” per arrivare dov’è ora, con coerenza e costanza e sempre, almeno credo, credendo nel proprio lavoro e nelle proprie passioni. Certo, ora le rsponsabilità sono diventate davvero tante, ma sono certo che ancora una volta saprà affrontarle, consapevole delle sue personali competenze e capacità e, come lui dice sempre, facendo squadra. Grande Stefano e alla prossima.
Mer 14 Nov 2007
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Società
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Renzo Piano, uno dei più grandi architetti al mondo, ha rilasciato oggi un’intervista illuminante a Curzio Maltese, editorialista de la Repubblica. Si parla di architettura, di capacità di pianificazione e di progettare il futuro delle città e della società. Si parla di noi italiani. Da far studiare a tutti coloro che hanno responsabilità pubbliche ed a tutti i soprintendenti. Leggetela.
Lun 12 Nov 2007
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Gabriele Sandri, 28 anni, è morto ieri nell’autogrill di Badia al Pino, nei pressi di Arezzo. Ucciso da un proiettile sparato da un poliziotto. Un dramma le cui dinamiche andranno accertate ed il cui colpevole dovrà certo subirne le conseguenze. Un evento tragico che pare davvero avere poco a che fare con il fatto che pochi istanti prima gli amici del Sandri ed altri si stessero azzuffando perchè di tifoserie diverse (Lazio gli uni, Juventus gli altri).
Sulla morte assurda di Gabriele Sandri non aggiungo nulla, perchè molti sono i lati ancora da chiarire e perchè oggi mi interessa solamente esprimere le condoglianze alla sua famiglia ed ai suoi amici.
Per le violenze, gli assalti, la guerriglia ed i cortei osceni ed imbarazzanti di cui si sono macchiate alcune migliaia di ultrà italiani un po’ ovunque e che hanno tragicamente seguito quella morte leggete Gianni Mura su La Repubblica di oggi. Certo, non basta l’articolo di Mura, ma è certamente molto, molto di più della cagnara che ancora una volta è andata in scena ieri sera su tutte le televisioni pubbliche e private. E delle strumentalizzazioni che esponenti di primo piano del centrodestra hanno miseramente attivato.
Lun 12 Nov 2007
Nei primi anni ‘80, quando ho cominciato a usare sistematicamente la bici come mezzo di trasporto, facevo parte qui a Parigi di uno sparuto manipolo di pionieri. Anche contando gli sportivi in tenuta regolamentare che andavano ad allenarsi nei parchi, si era così in pochi che si finiva coll’identificare praticamente tutti i confratelli ciclisti del proprio quartiere. Nel quindicesimo arrondissement, dove vivevo all’epoca, due erano particolarmente vividi: uno era un omino sempre sorridente che portava a spasso due cagnolini in una sorta di scatolotto di plastica trasparente posato sul portapacchi posteriore e aveva attaccato al manubrio un mangiadischi che diffondeva un’allegra musichetta; l’altra, tutta l’opposto, una donna di una certa età, sempre imbaccuccata ben al di là delle normali esigenze della temperatura esterna, che, più che a pedali, sembrava propellersi a gran scoppi di malumore esasperato contro tutto e tutti quelli che le passavano a tiro.
Nel corso degli anni i confratelli sono aumentati in modo drammatico, sotto la spinta, tra l’altro, di due massicci e prolungati scioperi dei trasporti pubblici - soprattutto quello epico del ‘95, praticamente un mese di blocco totale - nel corso dei quali i parigini erano stati spinti a far ricorso a tutti i possibili dispositivi su ruote e ci avevano poi preso gusto.
Altro incentivo sono state senz’altro le varie piste ciclabili create dall’amministrazione comunale di Delanoë, al punto che in un’inchiesta condotta nel 2005 sono state contate tra le 8 e le 20 dell’11 ottobre, ben 41 365 bici in circolazione in città (e non chiedetemi come han fatto, che non saprei proprio). Da allora si sa che sono aumentate ancora almeno del 20%.
Fino a quest’estate si trattava di bici di proprietà privata (a volte un po’ dubbia: a me in trent’anni ne hanno rubata una sola, ma conosco gente che se n’è viste sfilare anche 5 o 6) e di qualche mezzo a nolo, soprattutto nei fine settimana. Ma da luglio il comune ha appaltato a una società privata la gestione di un sistema di nolo generalizzato che si chiama Vélib. Figurati la novità, direte voi che avete il C’entro in bici. Ma il fatto è che l’operazione qui è alla misura della ville lumière e ha immesso nel traffico parigino 20 000 velocipedi d’un botto.
Dei risultati vi dirò nel prossimo post.
Dom 11 Nov 2007
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Questo è l’intervento che ho svolto sabato 10 novembre alla prima assemblea Regionale dell’Emilia-Romagna del Partito Democratico.
“Mi chiamo Francesca e sono una ragazza di 17 anni. Preparare un intervento è sempre difficile, soprattutto in occasioni importanti e significative come questa perciò vi chiedo in anticipo di scusarmi per l’emozione che credo sia già abbastanza evidente. Mi sono interessata alla politica da poco, o meglio è da poco che ho cominciato ad attivarmi, a sentirmi veramente coinvolta in quello che succede nel nostro paese. E questo lo devo al partito democratico che mi ha attratta con un’idea di politica nuova e con la promessa di rimedio alla situazione attuale dell’Italia ed è per questo che sono molto felice del fatto che la mia prima tessera, dato che non sono ancora iscritta a nessun partito, sarà quella del partito democratico.Mi aspetto che il pd mantenga la parola data, che seriamente coinvolga tutti i cittadini e non solo un gruppo ristretto di persone. Il fatto che il leader e i membri della costituente siano stati eletti mediante il voto diretto della popolazione secondo me è bellissimo ed è un sistema che il pd dovrà sempre portare con sè. Credo che nel nostro paese ci sia bisogno di rinnovamento, credo che sia necessario investire la politica con uno scossone abbastanza potente da riuscire a migliorarla, cancellare quelle discussioni inutili dove si è contrari gli uni agli altri più per provenienza partitica che per reali motivi e che ha causato nell’ultimo periodo un’ondata di antipolitica sempre più diffusa. Per questo credo anche che il partito democratico sia quello di cui il nostro paese aveva realmente bisogno, quello che tutti in fondo aspettavamo e sognavamo da tempo. Mi aspetto alcune cose da questo partito, non troppo complicate, nè tanto meno impossibili da realizzare, ma cose che dovrebbero essere da sempre diritto di tutti. Sto parlando per esempio dell’istruzione: è ora che esista in Italia un sistema scolastico in grado di diffondere la cultura in modo uniforme in tutto il paese senza differenze tra nord e sud o tra città grandi e città piccole. E’ ora che cia sia più serietà, per esempio nell’ambito universitario. Lo scandalo dei test d’ingresso mi ha veramente deluso, vorrei poter guardare positivamente al mio futuro, vorrei poter avere fiducia delle istituzioni ed essere sicura di venire premiata esclusivamente per il merito. Poi il mondo del lavoro che dovrebbe dare sicurezze e non incertezza. Permettere che ognuno possa essere premiato per i propri meriti, indipendentemente dalle condizioni di partenza. Io sono giovane certo, ma anche donna e quando leggo che in Italia il 72% delle donne si iscrive all’università e raggiunge la laurea, contro il 54% degli uomini, che sono le donne stesse a laurearsi e diplomarsi con i voti più alti, ma contrariamente a quello che farebbero pensare questi dati, in parlamento troviamo l’83% di uomini contro il 17% di donne, mi indigno. Ecco, vorrei che il nostro partito riuscisse a migliorare questa situazione. Quindi deve rinnovare la politica, ma anche la società. Infatti le donne in Italia guadagnano in media la metà degli uomini e si trovano spesso davanti all’obbligo di dover sciegliere tra lavoro e famiglia. Io lo trovo inaccettabile. Noi, che abbiamo votato il 14 ottobre, ma soprattutto noi che siamo stati eletti abbiamo questa grande responsabilità: rinnovare non solo la politica, la società intera. Per lo stesso motivo mi piace che Prodi e il suo governo si siano fatti carico della lotta all’evasione. Non si può guardare allibiti i telegiornali quando muoiono delle persone perchè mancavano i macchinari, le strutture o il personale e in altre situazioni dire che pagare le tasse non è un dovere. Ci siamo forse scordati che sono proprio le tasse a garantire l’esistenza di servizi per tutti i cittadini?? Se tutti devono pagare le tasse allo stesso modo tutti devono rispettare la legge e le altre persone. Per questo penso che il tema della sicurezza sia davvero importante, ma smettiamola di parlarne contrapponendolo a quello dell’integrazione. Non è la giusta risposta e credo non faccia bene a nessuno, primi fra tutti quei tanti immigrati che stanno credendo con noi nel progetto di un partito solidale e multiculturale. Gli adulti si lamentano spesso del fatto che i giovani non sono interessati alla politica, che sono dei buoni a nulla, che non vogliono sentirsi partecipi della vita del nostro paese solo perchè non ne hanno voglia, dal mio punto di vista questo è un giudizio estremamente superficiale. Il problema sta nel fatto che fino a questo momento nessun partito aveva relamente lasciato spazio a noi giovani e ne è espressione il fatto che il parlamento gli under 30 sono veramente pochissimi. Se si da invece un’occhiata alle liste presentate per il partito democratico troviamo molti nomi di giovani, anche minorenni e credo che questo sia stato apprezzato dai cittadini che andando a votare il 14 ottobre hanno manifestato il loro entusiasmo rispetto al cambiamento.Per quanto riguarda la mia esperienza, prima delle primarie con i ragazzi della mia città appartenenti e provenienti da organizzazioni differenti o semplicemente non appartenti a nessun gruppo, come me, abbiamo collaborato tutti insieme per raggiungere lo stesso obiettivo, quello di portare tanta altra gente a votare. La campagna elettorale è stata dura certo ma anche divertente, perchè ci siamo sentiti utili e protagonisti della vita del nostro paese. Ecco quella che credo dovrebbe essere una delle parole chiave del partito democratico, “protagonisti”, sì perchè dobbiamo fare in modo che tutti, ma veramente tutti, uomini donne giovani anziani e via dicendo, si sentano coinvolti in quello che alla fine di tutto è il loro futuro, ma anche il loro presente. Ultimamente ho anche molto sentito parlare di partito solido o liquido, di partito strutturato o gassoso. Io credo che il partito democratico debba essere prima di tutto un partito affascinante, in grado di attirare l’interesse delle persone, un partito con idee nuove e che diminuisca la distanza tra politici e cittadini. Quindi un partito nuovo e un partito nuovo non è solo quello che mette ragazzi e ragazze nelle liste e neanche quello che li mette sul palco ad intervenire, ma quello che li ascolta sul serio, che li considera elemento fondamentale della politica sia come destinatari che come artefici. Che lo faccia e non lo dica e basta. Immagino una società in cui fare politica non sia un privilegio, ma un’opportunità per tutti. Per questo immagino anche l’esistenza di un luogo, lo chiamo così perchè non saprei che altro termine usare, in cui tutti questi giovani possano incontrarsi, confrontarsi ed anche organizzarsi autonomamente com’è giusto che sia. Per concludere vorrei parlare di come ho scritto questo intervento. Spesso infatti si pensa che quando parla un giovane l’intervento sia stato scritto da qualcuno di adulto con molta più esperienza. Io vorrei smentire questa cosa, non per prendermi il merito o il demerito, a seconda di cosa ho detto oggi, ma per ringraziare chi con me ha partecipato a buttare giù queste righe con qualche consiglio o qualche spunto, ovvero i ragazzi con cui ho fatto questa bella esperienza di campagna elettorale. Buon lavoro a Salvatore Caronna e grazie a tutti voi.”