Società


Un bambino che mangia golosamente un gelato fuori da una gelateria di Como? Un impiegato che nella pausa pranzo si gode un panino al prosciutto o un trancio di pizza fuori da un bar di Milano? Non li vedrete più! Già, perchè tra pochi giorni in tutta la Lombardia non si potrà più comprare ai propri figli un gelato e farglielo mangiare subito fuori dalla gelateria stessa, magari per evitare che i bambini si sporchino tutti i vestiti camminando. Oppure non si potrà più entrare in un bar, comprare un panino e poi mangiarlo nel marciapiede subito fuori, per prendere magari il primo sole di primavera.

Questi sono infatti i risultati concreti dell’approvazione da parte del Consiglio Regionale della Lombardia della cosiddetta “legge anti Kebab”, fatta per evitare la sporcizia e gli assembramenti davanti agli esercizi piubblici gestiti da immigrati. In realtà è ciò che può accadere quando la ragione ed il buon senso finiscono nel water in nome del razzismo, della xenofobia e della rozzezza delle politiche del centrodestra nazionali e locali. E così il “dagli all’immigrato” diventa il “dagli ai bambini con il gelato in mano” e il “dagli agli adulti con il panino in bocca”.

Insomma, siamo alle solite. Si fanno provvedimenti di facciata, spesso controproducenti ma quasi sempre di impatto mediatico immediato. Il tutto sotto il ricatto della Lega e per nascondere l’inadeguatezza di un’intera classe dirigente e delle sue politiche e spostare l’attenzione ogni qualvolta su altro.

Allora alcuni suggerimenti. A quando il divieto di soffiarsi il naso per strada? A quando la galera per chi legge il giornale vicino ad una edicola? A quando la multa per chi sosta davanti alla vetrine di un negozio? A quando l’affidamento ai servizi sociali per i bambini pescati con le dita nel naso fuori dalla propria abitazione?

«Obama ci tiri fuori dalla crisi»

Ed ecco il nostro Silvio Schizzo Berlusconi nella foto ricordo con personaggi famosi dell’ultimo viaggio turistico fatto. Mi dicono che abbia anche chiesto l’autografo. Certo che, da un lato la mia stima per il Presidente statunitense Barak Obama e, dall’altro, il mio amore per la Russia il cui Presidente è oggi Dmitri Medvedev (Дмитрий Анатольевич Медведев), hanno in parte vacillato nel vedere questa immagine. Ma poi ho pensato che una foto ricordo ed un autografo non si negano a nessuno e li ho perdonati entrambi.

Ma Silvio Schizzo Berlusconi non si è accontentato e, dopo essere stato redarguito dalla regina Elisabetta perchè faceva troppo casino, ha fatto irruzione in conferenza stampa per rilasciare l’ultima perla della gita turistica fatta per vedere i grandi statisti mondiali: “I ministri stavano al cesso“. Mannaggia, la foto con loro la farà la prossima volta alla Maddalena.

Il disegno di legge sul testamento biologico è passato ieri al senato con i voti della maggioranza e di due senatori del pd.

Come ci ricorda Adriano Sofri su la Repubblica si tratta in sostanza di un sequestro di Stato, nel senso che gli italiani con questa legge perdono la possibilità di disporre in qualsiasi modo del proprio corpo, anche agonizzante.

E’ una legge immorale, non compassionevole (nel senso più alto di questo termine), che impone a tutti gli italiani un’etica e una morale di Stato, senza alcun riguardo per le libertà. le sensibilità e le coscienze dei singoli esseri umani.

Dispiace che anche ieri, in una giornata in cui era evidente che nessuna mediazione di merito e politica sarebbe stata possibile, nonostante le ferma posizione della Capogruppo Anna Finocchiaro e del Segretario del pd Dario Franceschini, alcuni senatori e deputati democratici come Dorina Bianchi e Paola Binetti abbiano trovato il modo di farsi notare per incapacità ed incompetenza e, per ciò che riguarda la Binetti, per quella arroganza intellettuale, culturale ed umana che è caratteristica precipua di ogni integralismo.

Ecco Silvio Schizzo Berlusconi mentre gioca nel suo giardino Italia con il trenino Freccia Rossa appena regalatogli.

Berlusconi: «Contro la crisi gli italiani si impegnino e lavorino di più»

E per gli italiani che stanno affrontando una crisi drammatica e per i molti che stanno perdendo il lavoro ? Per loro una frase sbrigativa, impegnato come era ad intrattenersi con il nuovo giocattolo. “Chi è stato licenziato si trovi qualcosa da fare“, ha detto Schizzo Berlusconi e con gioia immensa ha ripreso a giocare.

L’8 marzo è la giornata della donna. Anche quest’anno tante sarebbero le cose da dire e tante le cose dette, tutte giuste ed appropriate, ma le trovate un  po’ dappertutto. Ecco allora che vi posto la notizia non proprio politicamente corretta sul come alcune centinaia di donne russe hanno deciso di festeggiare la ricorrenza.

Lo dice Vincenzo Cerami, scrittore ed ex ministro ombra della cultura del PD, in un’intervista sul Corriere di oggi. E si, c’è da dargli ragione, spesso è questo il muro contro il quale si scontra chi si voglia occupare di cultura nel mondo della politica e delle istituzioni.

Tuttavia mi permetto di dissentire. Per il semplice motivo che non ne posso più di intellettuali, scrittori e quant’altro, ministri, ministri ombra, assessori, responsabili di partito fin giù giù all’ultimo dei commentatori, i quali quando si occupano di cultura e di politiche culturali partono tutti dal piagnisteo circa la poca attenzione ed importanza che la politica, le amministrazioni ed i governi “amici” o “nemici” attribuiscono appunto alla materia di cui si occupano: le politiche culturali.

Per ora mi limito solo a dire che ciò che invece mancano sono spesso le idee ed il coraggio di avanzare proposte innovative, che magari potranno entrare in conflitto con lo status quo, ma che sul medio e lungo periodo sarebbero strategiche ed avrebbero certamente successo.

Intanto vi segnalo la prossima uscita del I volume dell’opera in dieci volumi La cultura italiana, edito da Utet e a cura di Luigi Luca Cavalli Sforza. Una parte dell’introduzione al primo volume è pubblicata oggi alle pagine 40 e 41 de la Repubblica.

Eluana Englaro è morta.

Avendo scritto il suo nome e cognome su questo blog, anche se solo per parlare di fatti politici deprecabili legati purtroppo alla sua tragica vicenda, ritengo doveroso esprimere il cordoglio alla sua famiglia.

E così il Papa alla fine ha rinunciato alla visita ed al discorso che avrebbe dovuto tenere alla Sapienza di Roma, una delle massime università pubbliche della nostra Italia. La protesta scomposta, ignorante e grottesca, di alcune decine di professori di quell’università e degli studenti la ha resa impossibile. Penso che anche questo sia un segno ben evidente dei malesseri che attraversano il nostro Paese. Sono francamente sconfortato e amareggiato. Il rifiuto che si è opposto alla visita del Papa è insieme colmo di intolleranza e paura, non degno di uno Stato che si dice democratico e, soprattutto, di  una istituzione, l’università, nella quale conoscenza, confronto e ricerca dovrebbero essere dei capisaldi. Il punto non è cosa avrebbe detto Benedetto XVI o le ricorrenze galileiane. Qui il punto è molto a monte e a che fare direttamente con la libertà personale e collettiva e con la democrazia. La mia unica speranza è che non vi siano in futuro azioni uguali e/o contrarie e che le immagini viste e le parole lette ed ascoltate nei mezzi di informazione in questi ultimi giorni - che mi hanno rigettato in parte indietro di venti o trenta anni - restino il brutto fotogramma di un pessimo giorno per tutti noi. Anche per questo spero che la discussione nell’iniziativa che si terrà in merito all’appello Laicità, nuovo civismo e valore della persona possa davvero essere approfondita, concreta e densa di conseguenze. Leggete in ogni caso sul tema Ezio Mauro.

Ho aderito all’appello Laicità, nuovo civismo e valore della persona lanciato tra gli altri da Gianni Cuperlo e parteciperò alla riunione o convegno che si terrà nelle prossime settimane. Intanto leggetelo, mi pare l’occasione per fare un po’ di chiarezza su un tema nel quale il confronto pare invece sempre più confuso.

E’ la frase irriverente ed ironica con cui finisce il bellissimo ed in qualche modo esilarante articolo della brava Concita De Gregorio su la Repubblica. Da non perdere. Si parla dei bambini, dello stress a cui noi genitori li sottoponiamo, delle cappe di vetro che creiamo per loro, in un mondo familiare in cui ogni imprevisto e problema è spesso vissuto come dramma o peggio patologia. Non c’è una retorica malinconia per “il passato con le ginocchia sbucciate”, ma la sottolineatura delle tante storture a cui i genitori e la società obbligano i bambini di oggi. Che ne fanno poi le spese. Fa amaramente sorridere e fa molto pensare.

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