Lun 7 Gen 2008
Parigi: anno nuovo, di Cris T. Altan
Scritto da Marco in merito a Parigi è sempre ParigiNessun commento
Intanto buon 2008 a tutti: penso che qualche raffica di auguri sia particolarmente utile per contrastarne la natura bisestile. Personalmente lo abbordo con ancor maggiore diffidenza in quanto, stando all’oroscopo cinese, quello quasi passato avrebbe dovuto essere per la gente del mio segno un anno straordinario: era infatti non solo l’anno del maiale, ma del maiale d’oro. Se tanto mi dà tanto, e a meno di grossissime sorprese entro il 7 febbraio, dubito che riuscirei a sopravvivere a un anno non dico pessimo, ma anche solo discreto. Mi sa che verrà buono in ogni caso il famoso detto: “resistere, resistere, resistere”.
Ho sentito che in Italia c’è stato il solito manipolo di strassolati che per le feste si è fatto saltar via dei pezzi coi botti, o peggio ancora ne ha fatti saltar via ad altri. Qui invece per Capodanno gli strassolati si danno all’incendio di macchine altrui, in particolare a Strasburgo (una cinquantina) e nella zona di Parigi (”solo” 144, secondo le prime cifre del Ministero degli interni, ma la polizia parlava invece di più di 200). Il peggio è che quell’altrui indica poi in genere i parenti vicini e lontani degli incendiari, che si danno così la famosa martellata sui cosi. Mah!
Uno che deve averci dato dentro in qualche modo la sera del veglione è l’ex primo ministro de Villepin: l’ho avvistato verso le quattro del pomeriggio del primo gennaio dalle parti di Saint Germain, col capello tutto stazzonato e l’aspetto di chi è scivolato cinque minuti prima direttamente dal letto in un paio di braghe per scendere a comprare i croissant.
Capodanno è comunque, assieme a ferragosto, un giorno ideale per il ciclista che può approfittare dell’assenza di quasi tutti gli altri umani occupati a smaltire postumi di spumanti cenoni e festone. In particolare erano quasi assenti quel giorno i più temibili velibisti (vedi post precedente), cioè gli apprendisti e gli spericolati.
Gli apprendisti sono quelli che non solo non sono abituati al traffico di Parigi, ma non sono proprio abituati alla bici e si reggono a malapena in equilibrio, con scarti, zig zag e fermate improvvise che mettono in pericolo di vita gli altri utenti delle piste ciclabili.
Altrettanto letali sono gli spericolati, che invece in bici sanno andare benissimo, ma sono abituati a usare il mezzo per puro divertimento. Così ostentano uno sprezzo totale per qualsiasi norma o limitazione e si lanciano in gare di velocità, sfrecciano attraverso la piazza della Bastiglia con tutti i semafori rossi, travolgono le vecchiette sui marciapiedi, tagliano la strada agli altri mezzi, prendono tutti i sensi vietati e contribuiscono non poco a far sì che poi i conducenti di autobus cerchino sistematicamente di spiaccicare sull’asfalto qualsiasi essere su due ruote che gli capiti a tiro.


